Muravera è il centro più importante del Sarrabus, famoso per la produzione agrumicola. Il territorio costiero si estende in prevalenza a sud del centro abitato. Questo paese è famoso per le sue grandi spiagge: della Foce Flumendosa, di San Giovanni, delle Saline e di Colostrai; oltre quest’ultima si incontra Capo Ferrato, un promontorio di rocce trachitiche. Ancora più a sud si stende per circa 8 Km la spiaggia di Costa Rei, con l’omonimo insediamento turistico. Nei pressi si possono visitare anche vari siti archeologici interessanti; in particolare i menhir di Piscina Rei e di Cuili Piras.
Gli insediamenti umani nel territorio muraverese si possono far risalire al 5000 a.C. come testimoniano il complesso megalitico di Piscina Rei, e quello di Nuraghe Scalas. Fu soggetta a insediamenti Fenici e Punici. A causa della sua posizione geografica, Muravera, fu oggetto di continue incursioni di pirati, che spesso venivano respinte dagli abitanti del luogo. A questo scopo, nel 1600, vennero costruite le torri costiere che ancora oggi si possono osservare dalle spiagge: Torre delle saline, Torre dei dieci cavalli, Torre di Capo Ferrato.
Dominazione Pisana fino all'invasione Aragonese nel 1324, passò sotto la protezione di varie famiglie, tra le quali la potente famiglia nobiliare dei Cappai, fino al 1839, quando vennero aboliti i feudi.
La storia di Muravera ebbe un Medioevo tormentato, con il passaggio al Giudicato di Gallura, con le sanguinose interferenze della Repubblica Marinara di Pisa, con la conquista Aragonese e con la superbia dei Carroz (conti di Quirra), dei Cappai (conti di Villasalto) e di altri famelici feudatari fino al secolo scorso. Alla fine dell'ottocento avvenne la chiusura delle terre comunali da parte dei notabili del paese. La famiglia Sulis divenne in questo frangente la più potente e influente del paese.
Sono diversi i siti di interesse storico-archeologico. Al centro del paese sorgono interessanti monumenti: la chiesa di San Nicola di Bari; edificio eretto nel 1500. in stile tardo-gotico. L'impianto della chiesa è ad unica navata con cappelle laterali. La stessa è ripartita da tre archi ogivali trasversi sui quali si imposta l'orditura del tetto a due falde, secondo modalità costruttive Gotiche. Tardo-gotiche sono inoltre le 4 cappelle coperte con volte nervate a crociera ed i relativi archi d'accesso, come pure la cappella presbiteriale con l'arco trionfale. L'edificio nasconde nella zona presbiteriale importanti ed integre testimonianze di una precedente fase costruttiva d'epoca aragonese.
Il campanile è gotico, merlato con i marcapiani e pilastrini in pietra da taglio a vista. Tra gli arredi preziosi: l'altare maggiore di marmo policromo eseguito da G.B. Asqueri 1767; 2 retabili in legno dorato di stile barocco; una croce d'argento cesellato ( dono di uno schiavo che riacquistò la libertà dopo essere stato prigioniero dei saraceni) e una bella statua di San Sebastiano in legno policromo scolpita nel 1603 da Scipione Aprile.
Attiguo alla chiesa, l'ex palazzo comunale della fine del '800, recentemente restaurato. Superata la Piazza Sant'Antonio, si giunge al Portico Petretto, piccola costruzione in pietra della fine dell'800, strutturata a forma di arco sostenente un corridoio balconato che serviva a mettere in comunicazione due case vicine ed evitava l'attraversamento della strada durante i forti acquazzoni.
Interessante è anche la casa della Famiglia Zedda, in Via Roma, nella cui cantina è stata trovata una cisterna romana perfettamente conservata che veniva usata fino alla fine del settecento per la raccolta delle acque piovane.
Uscendo dal paese, in direzione sud-ovest, a 9 Km. circa dall'abitato, si trova la foresta di Baccu Arrodas, un fitto bosco di macchia mediterranea, luogo attrezzato per il ristoro nelle lunghe passeggiate primaverili, un tempo la località era percorsa da carri per il trasporto di minerali estratti dalla vicina miniera d'antimonio e d'argento.
L'antica carrettiera(carrareccia) è tutt'ora percorribile almeno fino alla zona di Cuili Paderi, dove è necessario guadare il Riu Baccu Arrodas per poter accedere all'omonima foresta ricca di lecci e corbezzoli. All'altezza della marina di San Giovanni lungo uno dei canali del Flumendosa si trova la Torre dei dieci cavalli (chiamata dagli spagnoli Torre de la Puerta, storico edificio difensivo che rappresentava anche la via di ingresso ai paesi del Sarrabus. Dalla Torre dei dieci Cavalli partivano altrettanti cavalieri che avvisavano i paesi e i nuclei abitati della zona dell'arrivo dei pirati saraceni.