Castiadas

Le prime tracce dell'odierno abitato risalgono al XIV secolo, quando fu fondato il villaggio di Villanova Castiadas, abbandonato nel secolo successivo per via delle frequenti pestilenze e dei casi di malaria registrati in quei tempi. Nell'Ottocento, dopo oltre tre secoli di completo abbandono, la zona venne bonificata col fine di erigere una colonia agricola penale, chiusa in seguito negli anni cinquanta e da qualche anno riconvertita a museo.


Nel secondo dopoguerra Castiadas, all'epoca appartenente al comune di Muravera, visse una fase di espansione su spinta dell'ETFAS (Ente di Trasformazione Fondiaria Agraria della Sardegna), che portò alla nascita delle borgate dell'Annunziata e di Olia Speciosa, oltre alla valorizzazione di quelle di Sabadi, Ortedusu e San Pietro. Nel 1986 infine Castiadas divenne comune autonomo.
L'economia del paese, per decenni basata su agricoltura e pastorizia, oggi si basa in buona parte anche sul turismo, grazie ai vari insediamenti presenti lungo la costa.

A causa di frequenti epidemie di malaria e peste, dalla fine del 500 il paese rimase disabitato per circa 350 anni fino al 11 agosto del 1875, quando per ordine del Ministero dell’Interno, sbarcarono sulla spiaggia solitaria di Sinzias trenta detenuti e sette agenti di custodia, con il compito di bonificare e dare nuova vita ad un territorio infetto, desolato e incolto da tempo immemorabile. Fù così che riprese la vita, con l’avvenuta dei carcerati, che anno dopo anno, pietra dopo pietra, realizzarono quella che poi divenne la Colonia penale più grande d’Italia, fino al raggiungimento di oltre 1000 detenuti, 100 agenti di custodia e oltre a 70 impiegati e relativi familiari.

Oggi per chi trascorre le vacanze in questo paese è divenuta tappa d’obbligo visitare la Colonia penale con i suoi numerosi distaccamenti, in fase di ristrutturazione e di ambiziosi progetti per l’utilizzo dei locali che un tempo venivano occupati dai detenuti.

Oltre alla Colonia Penale agricola, una serie di elementi archeologici hanno lasciato sul territorio, una affascinante testimonianza, con nuraghi, villaggi, menhirs, domus de janas e tombe dei giganti, con riscontrabili frequentazioni dell’epoca nuragica fino all’epoca medioevale.
Le Vecchie Carceri di Castiadas si trovano in un vecchio edificio del 1875.

Gli ambienti interni, oggi quasi completamente ristrutturati, constano di vari edifici. Nel cortile interno si può ammirare l'imponente struttura e visitare al suo interno, l'edificio della Direzione con le antiche celle dei detenuti, la mostra fotografica ed i vari reperti dell' epoca, sempre all'interno degli stessi locali sopratutto nel periodo estivo vengono proposte varie altre mostre, come per esempio: mostre di pittura, di fotografia, di artigianato e prodotti dell'agroalimentare. www.levecchiecarceri.it
I circa 13 Km di coste di Castiadas iniziano a sud della Costa Rei, con la solitaria spiaggia di Santa Giusta. Nella piana di Santa Giusta, nota soprattutto per l'enorme scoglio a forma di tartaruga che domina le sue acque, conosciuto con il nome di "Scoglio di Peppino". Procedendo lunga la costa, oltre un villaggio turistico, la collinetta di Monte Turno protegge la stupenda "Cala Sant'Elmo", costituita da un alternarsi di scogli e piccole insenature sabbiose. Subito a sud si incontrano la spiaggia di Cannisoni, alle cui spalle la campagna deserta mantiene una forte e suggestiva connotazione ambientale e la dorata spiaggia di San Pietro (Cala della Marina).

Poco più a sud, la Cala Sìnzias, magnifica spiaggia alla base di un cespuglioso gruppo di solitarie colline costiere. Continuando sempre verso sud e Villasimius, si arriva alla bellissima Cala Pira; la spiaggia è di candida sabbia, con acque trasparenti, allo sbocco sul mare di una valle pianeggiante. Sul promontorio domina la costa la settecentesca torre di Cala Pira, ben restaurata.

 

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